mercoledì 19 marzo 2014

DOMENICA 23 MARZO CON INIZIO ALLE ORE 17

"Brianza classica" a Villasanta con
il Nuovo Insieme Strumentale Italiano
VILLASANTA - Domenica 23 marzo, alle ore 17, presso la Sala Teatro Astrolabio di Villasanta nuovo appuntamento del circuito musicale interprovinciale "Brianza classica", che quest’anno dedica particolare attenzione alla figura di uomo e di artista di Giuseppe Verdi nel bicentenario della nascita.
Il concerto, realizzato grazie al sostegno del Comune di Villasanta (assessorato alla Cultura), della Provincia di Monza e Brianza e della Fondazione della Comunità di Monza e Brianza, avrà come protagonista il Nuovo Insieme Strumentale Italiano composto da validi e Affermati artisti: Anna Chierichetti (soprano), Dante Milozzi (flauto), Sergio Patria (violoncello), Elena Ballario (pianoforte).
L’Ottocento musicale italiano può essere considerato il periodo di massimo splendore del “canto”, coltivato nei teatri, nei palazzi aristocratici e nei salotti borghesi dove – con l’aiuto del pianoforte – si eseguiva un genere più intimo e non adatto ai grandi palcoscenici: la romanza da camera.
Giuseppe Verdi, oltre alle celeberrime opere, scrisse molta musica sacra, strumentale e alcune romanze che occupano un posto importante nella sua produzione artistica perché la loro scrittura leggera è strettamente collegata alle sue opere giovanili.
La prima opera di Verdi pubblicata, uscì a Milano nel 1838 ed era una raccolta di sei romanze con accompagnamento di pianoforte. Di queste romanze, dal forte influsso belliniano, ascolteremo “Perduta ho la pace” e “Deh, pietosa, oh Addolorata”. Entrambe derivano dal Faust di Goethe: la prima è la traduzione del lamento di Margherita, rivela una grande sensibilità e anticipa l’aria di Gilda nel “Rigoletto”; la seconda è la preghiera di Margherita alla Vergine e anticipa alcuni momenti del finale del secondo atto di “Nabucco”. Il secondo album di sei romanze, tutte su testi di poeti italiani contemporanei, fu pubblicato nel 1845. Di questa raccolta saranno eseguite “Il tramonto” e “Ad una stella” su testi di Andrea Maffei e “La zingara” e “Lo spazzacamino” (la vivacità ritmica ricorda la parte di Oscar ne “Il ballo in maschera”), su testi di Manfredo Maggioni che fu per alcuni anni traduttore presso il Covent Garden. Sono vicine alla produzione patriottica verdiana le due arie intitolate “L’esule” e “Il poveretto”: la prima venne pubblicata nel 1839 su testo di Temistocle Solera e descrive i sentimenti di un esule in terra straniera che vorrebbe che il sole (la vita) si fermasse al tramonto.
La seconda romanza, su testo di Maggioni, parla di un ex soldato che un tempo combatté per il proprio paese, ma poi venne dimenticato da tutti e si vide costretto a vivere di elemosine.
Verrà eseguita anche “Chi i bei dì m’adduce ancora”, tradotta da Goethe e già musicata da Schubert; fu scoperta in un negozio di libri vecchi di Napoli e pubblicata per la prima volta nel 1948 e anticipa il tema amoroso di Violetta. In età matura, invece, fu composta l’“Ave Maria” inserita nel programma del concerto e composta da Verdi nel 1879 ed eseguita alla Scala sotto la direzione di Franco Faccio. I testi sono apocrifi, mentre la melodia è comunemente ritenuta un’anticipazione e quasi uno studio per la preghiera di Desdemona nell’“Otello”.
In questo concerto Elena Ballario presenterà una versione inedita delle romanze verdiane, come elaborazione della parte pianistica per trio (flauto, violoncello e pianoforte) con arricchimenti di timbrica e di colore cameristico sempre eleganti e raffinati.
La direzione artistica della rassegna è affidata al maestro Giorgio Matteoli, ideatore e fondatore del festival, presidente dell’Early Music Italia, docente di flauto dolce e musica d’insieme per strumenti antichi presso il Conservatorio dell’Aquila, violoncellista, musicologo e direttore d’orchestra.
L’ingresso al concerto sarà come sempre libero fino a esaurimento dei posti, con prenotazione consigliata ai numeri 393-93218 o 335-5461501, oppure all’indirizzo mail: info@earlymusic.it.

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