sabato 14 settembre 2013

IL PRECARIO EQUILIBRIO DELLE FINANZE LOCALI

Il sindaco di Bellano: "Facciamo i gabellieri
per conto dello Stato. Ora basta"
BELLANO - Non bastavano ai Comuni i continui tagli della spending review, l'incertezza sul rimborso per il mancato introito Imu, i trasferimenti sempre più ridotti, il patto di stabilità che blocca le opere pubbliche. Adesso ci si mette anche la legge (la135 del 2012) a complicare il già precario e critico equilibrio delle finanze locali. Infatti una recente comunicazione della Prefettura ha informato il Comune di Bellano che non verrà più applicato l'aggiornamento Istat sul canone di affitto dell'immobile comunale della Caserma dei Carabinieri per gli anni 2012 (con effetto retroattivo ), 2013 e 2014.
Fin qui il danno è contenuto. Ma la nota prosegue con l'inaspettata notizia che in virtù di questa legge a partire dal 2015 verrà ridotto del 15% il canone di locazione dovuto dallo Stato con conseguente diminuzione di entrate. Vale la pena ricordare che al Comune, oltre ai costi sostenuti nel passato per la costruzione della Caserma, sono a carico gli oneri della manutenzione dello stabile.
"Siamo convinti - afferma il sindaco, Roberto Santalucia - che la Caserma rappresenti per Bellano una significativa presenza per la prevenzione e repressione della criminalità, oltre che per diverse funzioni amministrative. Crediamo in questa presenza tanto è vero che lo scorso anno siamo intervenuti con un mutuo di 120.000 euro per il rifacimento del tetto e interverremo ancora con altri interventi".

"Ma non si condivide - aggiunge il primo cittadfino - l'atteggiamento dello Stato nei confronti dei Comuni e l' episodio della riduzione dell'affitto è solo l'ultimo anello di una catena di scarsa attenzione verso gli e nti locali, specie quelli di piccole dimensioni. Ad esempio il "decreto del fare" approvato dal Governo Letta lo scorso giugno ha stanziato un plafond di risorse destinate ai Comuni sotto i 5.000 abitanti per opere di ristrutturazione immobili comunali, reti viarie, salvaguardia e messa in sicurezza del territorio. Tra l'altro, con eccessiva enfasi, a questa iniziativa è stato dato il nome di "Programma dei 6.000 campanili". Peccato che i progetti ammissibili devono avere un importo minimo di 500.000 euro. Una condizione capestro e una presa in giro. Si sa benissimo che la stragrande maggioranza dei Comuni inferiori ai 5.000 abitanti non hanno bisogno di progetti megagalattici per risolvere i loro problemi più urgenti ma si accontentano di finanziamenti molto più limitati,che invece non vengono concessi".
Santalucia aggiunge: "Intanto i Comuni sono costretti a fare i gabellieri per conto dello Stato. In questi giorni stiamo lavorando per definire la Tares, la nuova tassa rifiuti che prevede, oltre al costo di produzione rifiuti, una maggiore spesa per i cittadini dello 0,30 per cento su ogni metro quadro di superficie il cui introito viene incassato dallo Stato. Un grosso lavoro per il Comune che ci mette tempo, energie e soprattutto la faccia. Lavoro inutile? Quasi sicuramente, perché l'anno prossimo verrà introdotta una nuova imposta, la "service tax" che sostituirà Imu e Tares e tasserà anche i cosidetti servizi indivisibili (ossia sicurezza, illuminazione pubblica, manutenzioni, vigilanza) che i cittadini già pagano in termini di addizionale Irpef. Difficile operare in simile contesto di confusione, disagio e incertezze mentre servirebbe una nuova fiscalità locale e una politica che rilanci lo sviluppo e la crescita con l'eliminazione del Patto di stabilità che fino allo scorso anno non si applicava nei comuni sotto i 5000 abitanti. Servirebbe anche un rapporto di maggior fiducia tra Stato e Comuni che ridimensioni le pesantezze burocratiche dei controlli cui siamo tenuti nello svolgimento delle nostre attività e che creano un aggravio di incombenze e di costi. Sono richieste normali per qualsiasi Paese civile, ma da noi sembrano utopia".
Nel frattempo non si può non pensare al futuro e al bilancio 2014 con grande preoccupazione non solo per il Comune, ma per i cittadini che stanno soffrendo per la crisi economice e ai quali riesce sempre più difficile imporre nuove tasse locali.

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